lunedì 22 maggio 2017

GARIBALDI, PER UN ATTIMO MI E' PIACIUTO (PARMA)


Sabato la statua di Garibaldi a Parma ha portato la bandiera palestinese. Per poco, certo, ma almeno per quel poco tempo, mi è piaciuto Garibaldi. Per quel poco tempo ho quasi dimenticato la porcata che ha fatto ai siciliani per "unire l'Italia". Ovviamente non vi è analisi storica della porcata fatta da Garibaldi, così come non vi è analisi storica della porcata che si chiama "israele" e compie il più lungo genocidio nella Storia. Ringrazio quei compagni di Parma che hanno acceso, anche così, un faro di luce sui prigionieri politici palestinesi in sciopero della fame. Voi, solidali con i palestinesi, io, solidale con voi.

BOLOGNA-BINARIO UNO



Ecco, il film sull'accoglienza.. Il sito con tutte le info è pronto e il trailer è stato rifatto. Che partino le danze, anzi le proiezioni (credo che chi ha partecipato al film si meriti un minimo di visione da parte vostra). Ri-specifico che il dibattito ci sarà con gli interpreti, non con me. Il film è interamente auto prodotto e auto distribuito. Colonna sonora degliHudud - حدود - Confini
LINK AL SITO: http://bolognabinariouno.blogspot.it/
LINK AL TRAILER: https://www.youtube.com/


venerdì 19 maggio 2017

33 giorni di sciopero della fame

Ieri, a 33 giorni di sciopero della fame dei prigionieri politici palestinesi.. La Palestina tutta è scesa a loro sostegno in ogni città. Al checkpoint di Howwara, Nablus, sono arrivati in tanti..

E' arrivata un'auto di coloni israeliani, sono scesi dall'auto e con una mitraglietta hanno sparato sui palestinesi. Hanno sparato in testa a Moataz Hussein, 23 anni, di Beta (Nablus)

 e ferito un fotografo palestinese, Magdi Eshtayeh di Nablus, che al momento è stato operato e si trova in condizioni stabili.
Oggi sono stati 51 i feriti e 17 gli arrestati. Da Gaza a Gerico, i palestinesi sono per le strade a supportare i 1600 prigionieri che da 33 giorni sono ad acqua e sale; alcuni di loro hanno iniziato a vomitare sangue.
Il silenzio dei media è assordante.
Ho cercato di tradurre questa lettera... da leggere fino in fondo...


"Papà, oggi mi sono laureata. Ahh! Se tu sapessi quanto tempo ho passato a cercarti tra il pubblico, ho visto le risate dei genitori, tutti, ma di te non ho visto una risata in tutta l'esistenza ..
Tutte le ragazze con i loro padri, ma io, il mio padre..; il desiderio di te è stato sopraffatto dal soffocamento per la tua assenza ..
Ma è forte il motivo della tua assenza, padre, e si è sopraffatti dal vuoto ..
Tu dai la dignità a questo popolo, il numero di anni e la quantità di giudizio "67 vite" ..
Prometto di completare il mio successo che ho iniziato, te lo prometto, padre. E prometto di mantenere questo posto vuoto in tutta la gioia della mia vita . Questo posto è pieno di amore e di nostalgia per voi ".. 
Mittente: Tala Abdullah Barghouti
Destinatario: prigioniero politico palestinese, Abdullah Barghouti, condanna più lunga nella storia ..:
"67 ergastoli" e 5200 anni.

lunedì 15 maggio 2017

QUESTA SERA BRUCIA



15 maggio...la Nakba.

Questa sera brucia la pelle ricordando due anni fa quando mi spararono.. ( http://samanthacomizzoli.blogspot.it/2015/05/la-nakba-continua.html e il video.. http://samanthacomizzoli.blogspot.it/2015/05/i-due-spari.html ).

Questa sera brucia il cuore ricordando tre anni fa, Nadeen e Mohammed, uccisi lì davanti ai miei occhi e davanti alla prigione di Ofer, Ramallah ( http://samanthacomizzoli.blogspot.it/2014/05/con-la-morte-negli-occhi.html ).

Questa sera brucia l'anima nel vedere il quarto martire in quattro giorni, i prigionieri politici al 29° giorno di sciopero della fame, ma soprattutto nel vedere che “fratelli palestinesi con la polizia palestinese” si sono scagliati contro gli shebab a Ramallah perchè protestavano per la Nakba....
Uno non ci crede che il proprio fratello, amico d'infanzia, compagno... ti si presenti davanti come nemico. No, non ci credi fino a quando succede. E quando te lo ritrovi davanti, tu gli apri le braccia perchè è il tuo compagno (lui, invece, ha la pistola puntata contro di te).
Chi è “umano” non c'arriva a pensare a tanto..i mostri sì, fanno queste robe qui. E' l'orrore.

Questa sera bruciano gli occhi per tutti gli occhi dei vecchi che ho visto, commossi, quando mi dicevano “noi un giorno torneremo”. La chiave...la chiave della casa da dove i sionisti li hanno scacciati, in mano.

Questa sera brucia una candela, non per ricordare chi non c'è più; ma per chi c'è, ora, per chi sogna un futuro di RITORNO.


venerdì 12 maggio 2017

COLPO DI SCENA?


E avanti con altri due...antisemiti?
Sono stati chiesti 10 mesi di condanna per Luigi e Riccardo di Torino, due compagni. Il tutto nasce da una discussione su facebook dove avrebbero scritto “quella bottega dovrebbe bruciare”. Eh, chissà quante volte abbiamo scritto che questo o quel posto dovrebbero bruciare, soprattutto i compagni che lottano e vedono la merda che dilaga. Il problema è proprio questo: chi è antisionista, antifascista, antinazista, antirazzista, etc.etc. E lotta per la libertà, contro le mostruosità che ci sono in sto mondo di merda; non fa distinzioni! Non ci si rende conto quando si da dello stronzo ad uno stronzo che c'è qualche stronzo che fa, invece, la differenza. Allora.... succede che mentre chi esprime un pensiero contro uno stronzo pensa solo che è uno stronzo; lo stronzo dice “no, non me lo puoi dire perchè io sono israeliano e tu, quindi, sei antisemita”. E ti trovi a processo...mediatico o in tribunale.
Porca miseria!
E' così, che finiamo nelle loro “liste di antisemiti”. Gli israeliani, pertanto, diventano un “loro” che non si possono toccare e tutti gli altri, che non sono israeliani, sono per “loro” gli “altri”.
Quindi: non si può dire che un israeliano è un nazista, non si può dire che quel negozio meriterebbe di bruciare perchè fa apologia al nazismo, non si può fare un film con titolo “israele, il cancro”, non si può mettere uno striscione sulla sinagoga con scritto “smettetela di bombardare ed uccidere”. Perchè se lo si fa...si è antisemiti; anche se chi mette lo striscione, chi fa il film o chi scrive...dice di smetterla di fare i nazisti ai nazisti (cioè a chiunque lo sia). Eh no, ad israele non lo puoi dire. E non si può nemmeno far notare quante banche, sistemi di sicurezza, luoghi di potere siano in mano ai sionisti. Non si può, sennò sei antisemita. Ma porca miseria...non è fin troppo evidente chi VUOLE distinguersi per “razza”?
Invece no, chi si becca dell'antisemita da sti stronzi, viene lasciato solo dai “compagni”. E' sempre stato così. Sono 70 anni che è così, mica da oggi.
Vabbè, allora...mi sa che una cosa però la posso fare...: faccio una lista di tutti coloro che si sono beccati dell'antisemita per aver contestato israele. Oh..mica siamo in pochi..in 70 anni poi....Almeno, con un click, sarà più facile darci la solidarietà.
Un abbraccio a Luigi e Riccardo, metto qui in parentesi l'articolo (http://torino.repubblica.it/cronaca/2017/05/11/news/_quella_bottega_deve_bruciare_il_pm_di_torino_chiede_10_mesi_per_le_frasi_antisemite_contro_pezzana-165179533/ ). Io vi do la solidarietà perchè tanto non ho nulla da perdere; come i palestinesi.

p.s: quest'articolo verrà quasi sicuramente inserito nel dossier redatto da ignoti e a me dedicato e forse portato all'attenzione dei tribunali dal “segnalatore di professione” Ugo Volli.

p.s: solo per ricordare chi “brucia veramente”:
  • Mohammed Abu Kahder, 13 anni, rapito a Gerusalemme nel luglio 2014.. i coloni israeliani lo bruciarono vivo facendogli bere benzina.
  • Famiglia Dawabnesh di Beta, Nablus, tutta la famiglia (tranne il piccolo Ahmed che sopravvisse) fu bruciata viva nell'estate 2015 in casa sua dai coloni israeliani.
  • Ulivi della Palestina...bruciati quasi tutti i giorni.

Questi sono solo due episodi che ricordo in questo momento...

STUPRO AL BINARIO UNO DI BOLOGNA



Ieri notte un uomo ha stuprato una donna al binario uno della stazione ferroviaria di Bologna. Così dovrebbe esser data, perlomeno, la notizia; ma i media faziosi usano (ristuprando) il fatto per scrivere “un marocchino ha stuprato una donna italiana”. Spostando così il problema.
Ho fatto un film con il titolo “binario uno”, dove ho puntato il dito verso i colpevoli che hanno creato questa situazione borderline per un solo motivo economico.
Mi interessa però mettere la luce su “un uomo ha stuprato una donna”. Ne voglio parlare da donna e da donna che, purtroppo, c'è passata. Sono robe che ti modificano nell'esistenza e dove, nella maggior parte dei casi, inizi un percorso che ti apre gli occhi su una roba ben precisa: il patriarcato e l'essere uomo che è convinto che le donne siano sue, suoi oggetti. Mi spiace, dover ammettere che mentre per altri obbiettivi che ci prefiggiamo di lottare ci può essere la speranza, qui, per questa roba qui, sono assolutamente convinta che non ce la faremo mai.
Forse un giorno ci si potrà liberare del sionismo, forse della mafia, forse delle dittature; ma del patriarcato e del dominio degli uomini sulle donne, non ce la faremo mai. Perchè penso questo? Perchè le stesse donne che sono vittime di questa violenza, sono anche vittime del sionismo o del fascismo o della dittatura nella quale stanno vivendo; quindi già stanno lottando contro mostri enormi ed, altresì, gli stessi uomini stanno lottando contro a quei mostri. Quindi... se tu vai e supporti la lotta per la liberazione della Palestina, come fai poi a dire a quelle donne “guardate che dovete liberarvi anche dai vostri mariti o padri o fratelli?”. Non vi ascolteranno mai. Non è nemmeno un problema generazionale né culturale; impossibile quindi da circoscrivere. Gli uomini così sono dappertutto, sono chiunque.

Il mio solito abbraccio virtuale a quella donna che stanotte ha visto questo mostro. Abbiamo troppi, davvero troppi mostri.

lunedì 8 maggio 2017

9 maggio..moriva Ulrike Meinhof



Proprio durante le giornate di sciopero della fame dei prigionieri politici palestinesi, il pensiero va inevitabilmente ad una donna morta in prigionia, anni fa, questa notte.
Ad Ulrike Meinhof.
Da una sua lettera dalla prigione:
"....… La sensazione che ti esploda la testa (la sensazione che il cranio possa esserti esportato via, esplodendo),
la sensazione che il midollo spinale ti si comprima tutto nel cervello,
la sensazione che il cervello ti si raggrinzisca,
la sensazione di trovarsi sotto una corrente, continua, impercettibile che ti trascina lontano
la sensazione che ti si spappolino le capacità sociative
la sensazione che l’anima ti pisci via dal corpo, come quando non si riesce a trattenere l’urina
la sensazione che la cella si muova. Ci si sveglia, si aprono gli occhi, la cella viaggia; al pomeriggio quando entra la luce del sole, la cella, di colpo, si immobilizza. Non riesce a respirare la sensazione di movimento, di viaggio.
Non si riesce a capire perché si tremi, si geli.
Riuscire a parlare con un tono di voce normale, fatica come se si dovesse parlare forte, come se si dovesse urlare.
La sensazione di diventare muti.
Non si può identificare il significato delle parole, si riesce solo ad indovinare.
L’uso delle sibilanti – come s, sch, tz, z – è assolutamente insopportabile. Secondini, visite, cortile, sembrano un film
Mal di testa Flashes
Incontrollabile la costruzione delle frasi, la grammatica, la sintassi. Si scrive: due righe.
Alla fine della seconda riga non si ricorda più l’inizio della prima.
La sensazione di andare in cenere dentro.
La sensazione che se tu riuscissi a dire cosa sta accadendo, tutto ti verrebbe fuori come un getto di acqua bollente, che bolle per tutta la vita.
Furiosa aggressività che non trova sfogo.
Questa è la prova peggiore.
La chiara coscienza di non avere più alcuna possibilità di sopravvivenza. Totale senso di impotenza nel tentativo di opporsi a questa convinzione: le visite lasciano dietro di se il vuoto.
Un ora dopo una visita riesci solo a ricostruire meccanicamente se la visita è stata oggi o la settimana scorsa.
Una volta la settimana invece il bagno a questo significato: di scioglierti un attimo, di riprenderti – questo anche per un paio d’ore -.
La sensazione che il tempo e lo spazio si incastrino l’uno nell’altro.
La sensazione di trovarsi nello spazio di uno specchio deformato – vacillamento -,
Poi; spaventosa euforia quando si sente qualcosa – la differenza sonora tra il giorno e la notte-.
La sensazione che ora il tempo scorra, che il cervello nuovamente si rilassi, che il midollo torni al suo posto, per settimane.
La sensazione che ti abbiano strappato la pelle."

domenica 7 maggio 2017

LA GUERRA DEI POST



Vi invito a non scrivere più post, né a condividere citazioni di poche righe a meno chè non sia una notizia. Perchè?
Sono un'arma di guerra, la guerra di questo secolo. Il campo di battaglia sono i social media. Funziona così: una citazione o un “post” viene lanciata anche se estrapolata da un contesto dove vi era un discorso logico. La frase in questione, pertanto, perde del suo significato ed acquista tutti i significati tanti quanti sono le persone che la leggono perchè ognuno vi attribuirà il significato che vorrà. Questo è il primo aspetto negativo. L'aspetto più grave, purtroppo, è che scompare la volontà di leggere l'intero articolo ed altresì di elaborare un pensiero individuale, di ricercare e confrontarsi. Altro aspetto gravissimo: è di totale ignoranza su CHI ha scritto e su cos'altro scrive o fa.
E' terribile.
Chi ha ideato questo è spietatamente astuto e sta annientando la capacità di pensiero, la socialità, l'intelligenza di tutti.

Si può combattere leggendo articoli e libri e divulgando le intere opere; e pubblicando post di rutti e scoregge che sono lo stesso livello del social che stiamo usando.


MARTIRIO E DIGNITA'



Questa foto è di alcuni giorni fa. E' la madre di un prigioniero politico palestinese che si è recata in una tenda di presidio a solidarietà dello sciopero della fame dei prigionieri. E' entrata nella tenda, ha visto il poster con la faccia di suo figlio ed è scoppiata in lacrime. Il figlio è condannato all'ergastolo nelle prigioni israeliane.
E' martirio in vita.
Che cos'è il martirio?
Il martirio è il sacrificio in lotta per la causa di tutti. Una scelta di dignità che va dalla morte al vivere sacrificando tutto. Il motto “libertà o morte” dei prigionieri politici palestinesi li porta allo sciopero della fame, ridotti ad acqua e sale per giorni, settimane, mesi.
Ma, porta anche a passare l'intera vita in prigionia; nelle mani del mostro. Senza poter abbracciare chi si ama, senza poter andare in bagno quando si ha necessità, senza poter mangiare o dormire quando lo si desidera. Sono forme di martirio estremo che fanno vittime, molte vittime: fra i mostri. Il mostro non ha questa forza, quella della dignità. La dignità uccide i mostri.
Il mostro usa altre armi: il tradimento di Giuda, l'infamia, la diffamazione, i proiettili, la tortura fisica e psicologica, il controllo mediante ricatto e prigionia. Sono mezzi di chi ha il potere, il potere (politico) nel voler il comando e controllo dei popoli.
In questi giorni sto leggendo “Sulla violenza” di Hannah Arendt. Al momento condivido il pensiero della Arendt, quando scrive che chi non fa parte di questo gruppo (quello dei martiri) sono gli inconsapevoli ed i consapevoli che hanno scelto di stare dalla parte del mostro.
La Arendt è martire; lo fu in vita. Si martirizzò nel momento in cui non fece distinzione di razze o etnie e porto ad interesse e responsabilità di tutti, la verità.
Lei, ebrea, fu messa al rogo mediatico dal mostro israele.
Non voglio e non posso assolutamente portarmi a quei livelli di intelligenza e preziosità umana; ma, oggi, dopo l'ennesima infamia mediatica (seppur eseguita con mezzi di basso livello)... Sono onorata e felice che il mostro voglia martirizzarmi.
Dire la verità sui mostri che occupano la Palestina ed il resto del mondo è stata una scelta che ho intrapreso pochi anni fa. Sapevo qual'era il prezzo anche se fino a quando il conto non arriva, non sai quanto fa male sulla pelle. E' come quando ti sparano.... sei pronto a prenderti i proiettili, ma il male che fa lo conosci solo quando buca la tua pelle, il tuo muscolo, il tuoi nervi e ti fa friggere il tutto come patate fritte nell'olio. E lì, solo in quel momento senti l'odore della tua pelle che brucia, la vedi... e poi subito dopo....sorridi, perchè sei in piedi. Con dignità.
Sorrido ora, ora che il mostro ha fatto terreno bruciato attorno a me, che vivo in solitudine, che non mi sono costruita una famiglia, che pulisco i cessi per fare i film e resistere.
Sorrido, perchè non mi sono piegata, non mi sono venduta, ma soprattutto... non ho tradito.
Sorrido, ora, nel vedere fra gli gli incoscienti..alcuni, pochissimi...che hanno acquisito coscienza. E ho sorriso, l'altra sera, alla proiezione del film all'Iqbal quando ho visto persone distrutte dal lavoro arrivare lì dicendomi “era importante essere qui, stasera”. Ho avuto una sensazione sulla mia pelle fortissima, bellissima: ho sentito “i compagni”.
“Compagno” è una parola che nella società attuale si usa per tutti, anche per i porci, per i traditori, per gli infami. Usarla per tutti serve a farle perdere il significato e a non far più provare quella sensazione lì che ho avuto l'altra sera.
Il figlio di questa donna in foto è martire perchè ha l'ergastolo; ed ha l'ergastolo perchè quasi sicuramente non si è venduto e non ha tradito. Non si è venduto ad israele, all'ANP, alla Croce Rossa, alle ONG, al porco di finto amico.
Non posso ringraziare il mostro per quest'ennesimo attacco che mi ha fatto; nessuno desidera la violenza sulla propria pelle, nessuno desidera il martirio. Ma, posso ringraziarlo di avermi messo ancora una volta da questa parte; e devo, altresì, ringraziarlo di aver fatto nascere discussioni fra le persone (forse alcuni inconsapevoli, prenderanno ora coscienza o inizieranno un nuovo cammino).
Questa nuova forza che ho acquisito mi ha fatto venire una voglia che non ho mai avuto prima: scriverò un libro (ehehe..io non scrivo “dossier su tizio caio e sempronio”). Lo scrivo, intanto, poi il suo percorso si vedrà. Così come il film... non mi interessa nemmeno che venga visto. L'importante è che ci siano, questi semi...poi qualcuno innaffierà e ne godrà.

“Ci volevano seppellire, dimenticarono che siamo semi”


La proiezione dell'altra sera all'Iqbal di Bologna è stata dedicata ai prigionieri politici palestinesi, stessa dedica la sera precedente per una serata sulla difesa legale al Tribolo di Bologna.

p.s.: parte il “toto-dossier”....quale delle frasi in quest'articolo verrà estrapolata/manipolata con aggiunte per essere inserita nel dossier?




mercoledì 3 maggio 2017

ADDIRITTURA UN “DOSSIER” CONTRO DI ME...CONGRATULAZIONI!



Da alcuni giorni sta girando un articolo con a fondo un “opuscolo scaricabile” contro di me. Cazzo, addirittura l'opuscolo scaricabile... Dai, quanti di voi ce l'hanno un dossier così? Se non nelle questure d'Italia?
Fulvio Renzi (anche lui chiamato in causa nel dossier) mi ha fatto le congratulazioni. Io gli ho suggerito di ampliare il menù a tendina nel sito e fare la sezione “merda” e pubblicare lì il dossier.... Ma sì, dai, han lavorato ore, forse giorni, andrebbero premiati; perlomeno con uno sputo in faccia. Ma visto che non si firmano è un po' dura avere le facce.
Quando avevo letto l'articolo su Staffetta, l'avevo scambiato per un lavoretto dell'hasbara. Invece, poi, vedendo il dossier al quale si sono ispirati ho dovuto riconoscerne il basso livello ( quelli dell'hasbara sono dei killer, non affatto cialtroni, purtroppo). Questi sono dei cialtroni, schifosi sionisti, ma cialtroni.
Il dossier è strutturato con frasi estrapolate, manipolate (alcuni miei scritti con l'aggiunta di loro frasi, ma senza punteggiatura) e balle, su balle, su balle. La stessa tecnica l'hanno usata per Gilad Atzmon (a proposito...lo sapete, vero, che avete dato dell'antisemita ad un ebreo??? :) ) per Paolo Barnard, per Fulvio Renzi, Maurizio Blondet (non lo conoscevo prima di ora). Vengono poi citati due avvocati, che non sono i miei avvocati; ed altresì altre persone che (ammetto la mia ignoranza) non so chi siano. Non è una nuova edizione che hanno lanciato, perchè era stata redatta e lanciata in forma privata da uno che non ha il suo posto nel mondo, se non a pagamento da qualcuno. Ora, il dossier è stato lanciato pubblicamente e arricchito. Continuerò a dare solidarietà a chi pretende e lotta per la Libertà; così avranno altro materiale per redigere la seconda parte. Yesss!!
Oh..c'hanno dedicato del tempo, anche per fare degli errori da cialtroni come detto sopra... che hanno fruttato...una bella serata. Eh sì, questo è stato per me ieri sera: riparlare con i coinvolti che non sentivo da tempo, dove le risate e le battute si alternavano.
  • La mia risposta è che vi sputo in faccia, se vi va di mostrarvi, così come io metto sempre la faccia.
  • La mia risposta è il mio blog dove sono li pubblicate le mie parole e senza essere estrapolate o manipolate. Sono lì, pubbliche.
  • La mia risposta è il lavoro encomiabile di Barnard (che è lì pubblicato sul suo sito) e il libro di Gilad Atzmon “L'errante chi?”; come sì, fonti che stimo.
A chi sta divulgano il dossier dicendo “ambasciator non porta pena”: eh no cazzo...ambasciator porta pena perchè sei tu che decidi di farlo girare e non di rispondere con un “no, vaffanculo”. Già su questo non vi prendete la responsabilità?

Oh, ma tutto sto casino..l'avete fatto per la paura di prendervi la responsabilità di una scritta? State nel panico proprio.... :))))))


Io, Samantha Comizzoli, senza bandiere e sempre, sempre, sempre, dalla parte degli oppressi (pertanto, dei palestinesi). Antisionista, antifascista, antinazista, antirazzista, antisessista e antistronzi.

sabato 29 aprile 2017

LA RETE “ANTIFASCISTA” DI BOLOGNA DIFENDE ISRAELE


Con non poco stupore ricevo un articolo pubblicato come “rete antifascista di Bologna”... ( https://staffetta.noblogs.org/…/antisemiti-a-bologna-ieri-…/ )
Non voglio nemmeno sapere chi ha scritto quest'articolo, perchè lo so già.
Siete quelli che appoggiano la presenza della brigata ebraica nel corteo del 25 aprile a Milano e Roma; siete quelli che all'interno dell'Anpi bloccano le proiezioni di film che denunciano il Genocidio in Palestina. Voi (ed è scritto in quest'articolo),
siete quelli che chiamano i Palestinesi, nazisti.
Siete, in pratica, quelli che lavorano per israele (lo Stato più terrorista al mondo).
Non voglio spiegazioni per avermi dato dell'antisemita, ma ESIGO un confronto al vostro interno, doveroso da chi veramente è Antifascista.
Non mi serve far parte di una rete per essere antifascista, lo sono sempre stata e si vede proprio dal fatto che io denuncio il Genocidio che israele sta portando avanti in Palestina, ogni giorno. Nominate Vittorio Arrigoni.... Beh, Vittorio non c'è più e non può rispondervi né mandarvi a fare in culo. Ma, un fatto certo è che la famiglia di Vittorio non mi ha mai sputato in faccia e anche che Vittorio abbracciò Paolo Barnard. Questo, per chiarezza.
Addirittura affiancate “Palestina libera” ad “israele libera”???!!!!
Sionisti, punto. E di quelli che scrivono la parola “razza ebraica” con la lettera maiuscola e (cosa delle più peggiori) USANDO le vittime dell'Olocausto, uccidendoli una seconda volta.
Ora... in merito alla scritta:
vi siete accorti che quel “monumento”, è un muro? Sì? Ecco allora poniamoci tutti una riflessione, anzi due... Un muro..per commemorare le vittime dell'Olocausto o un muro che israele ha costruito in Palestina? E soprattutto...non credete che se quello è il luogo per commemorare l'Olocausto, sia il luogo più adatto per gridare l'Olocausto in corso? O forse, per voi, è olocausto a seconda della razza?
La Pietà non è selettiva, questo e solo questo è il mio pensiero.
Andate a fare in culo nelle fogne.

mercoledì 26 aprile 2017

PROCESSO CMC, COM'E' ANDATA?

Qui il report di TG Maddalena su cos'è accaduto questa mattina in tribunale a Ravenna per il processo dove sono imputata di diffamazione verso al CMC.
link: http://www.tgmaddalena.it/cmc-parte-lesa-e-fuori-dal-processo-seconda-udienza-processo-a-samantha-comizzoli-per-diffamazione/

martedì 25 aprile 2017

APPELLO IMPORTANTE



I prigionieri politici palestinesi sono arrivati al 9° giorno di sciopero della fame nelle celle israeliane. Mi giunge quest'appello dal presidio di solidarietà di Nablus.... "se volete mandare messaggi di solidarietà ai prigionieri politici palestinesi...verranno affissi nella tenda/presidio a Nablus" Di seguito l'appello di Wael in inglese.
Potete mandare i messaggi a me, li manderò io a Wael. Grazie.

Dear comrades Wael S.a. Faqeeh here my message in solidarity with the prisoners and I hope that we will have many message for them.
my message " Echna cullna asra. I wish back to Palestine. I feel that Land in my blood, in my skin, in my heart. I know I'm forbidden from israeli monsters, that's why I'm always ready to enter in prison. I'm ready because i learned from all of you the menaning of "Resistance and fight". Thanks for your fight. I'm conscious is for evryone even for who doesn't understand."
Samantha "shebab" Comizzoli

OGGI SI COLLASSA SUL PAVIMENTO

Buongiorno Palestina e resto del mondo occupato dal mostro sionista israeliano.
Credo che oggi sia la giornata giusta per condividere quest'articolo e per riportare la memoria ad un momento della Storia che ci riguarda tutti: al processo di Eichmann a Gerusalemme. "... Eichmann si riferiva ad un accordo che i nazisti strinsero con i leader sionisti, come l'ungherese Rezso Kastner, per salvare poche migliaia di sionisti appositamente scelti e ricchi ebrei, che sarebbero immigrati in Palestina, in cambio della consegna di 750.000 ebrei ungheresi e di altri milioni di ebrei europei destinati alla morte per rendere gli ebrei le "vittime legittime" in modo che l'Organizzazione Sionista Mondiale avesse poi il "diritto" di andare " al tavolo delle trattative a cui sarebbero state divise nazioni e terre alla fine della guerra... perchè solo con il sangue (ebraico) noi (sionisti) otterremo la terra".
La conoscenza e la memoria ci rendono liberi.
Di seguito l'articolo, buona lettura e collasso sul pavimento.

domenica 23 aprile 2017

NO SOLIDARIETA'



Mentre sto ancora incollata al pc per rifinire nei dettagli il film, parte del mio cervello è occupato da un'altra faccenda....
Il 26 aprile ci sarà un'altra udienza al Tribunale di Ravenna dove sono imputata per diffamazione contro la CMC (cooperativa muratori e cementisti). I fatti risalgono al 2011 quando divulgai che la CMC era coinvolta nella costruzione del muro dell'apartheid israeliano e gli davo del “nazisti”.
Solo che quest'udienza è abbastanza tesa: c'è l'esame del teste dell'accusa (il presidente della CMC, Matteucci) e c'è il mio esame....
Credetemi, e so che non capite il perchè, ma sono anni che aspetto questo momento....quello del mio esame. Se verrò condannata sarò dalla parte dei Giusti, perchè in questa società i “Giusti” sono colpevoli di voler ledere l'equilibrio dell'orrore e della merda costruito dai mostri. Un esempio.... ( http://www.dongiorgio.it/11/04/2017/lanniversario-della-morte-di-vittorio-arrigoni-qualche-disagio-e-con-una-punta-di-polemica/ ) . Se verrò assolta sarà per motivi tecnici, forse.
Insomma..il giorno dopo l'anniversario della “liberazione” siamo messi così: a celebrare la liberazione dal fascismo quando il sionismo ha in mano le nostre vite e le controlla (una per una).

Allora vi faccio una proposta.... In tanti quando avevo dato notizia di volermi ritirare dalla pubblica lotta, mi avete scritto dicendo che la consapevolezza acquisita dal mio lavoro, aveva cambiato la vostra vita. Bene, grazie: vi chiedo di mandarmi i vostri racconti di episodi dove avete agito in modo diverso per la consapevolezza che vi ho creato.
Faccio un esempio: un'amica che non vedevo da anni e che mi ha scritto di avermi sempre seguita, mi ha raccontato un fatto. In questi ultimi anni fatica a camminare per un disturbo al piede. Nel periodo natalizio compera sempre i datteri... mi ha scritto che per la consapevolezza di chi è il mostro sionista, ha girato tutta la città a piedi per poter trovare datteri che non fossero israeliani. E' un gesto piccolo, certo; ma l'ha FATTO e con sacrificio.

Ecco, non voglio solidarietà o pacche sulla spalla sul genere “siamo con te” o “non mollare”, etc.etc.... Mandatemi i vostri racconti (anche anonimi) e li pubblicherò. Sapere che i semi sono stati piantati conta più di ogni slogan.
Grazie


martedì 18 aprile 2017

GABRIELE DEL GRANDE E VOI TESTE DI CAZZO



Il 10 aprile Gabriele Del Grande è stato rapito dalla polizia turca ed è tutt'ora richiuso in un buco di cella.
Per quello che ne so, le scelte di vita di Del Grande non sono le mie, non le condivido. Ha lavorato per l'Unità e molto probabilmente per fare i film prende soldi da gente con la quale io non ci prenderei nemmeno un cappuccino.

Da ieri i prigionieri politici palestinesi sono in sciopero della fame. Più o meno sono 6500. Molti di loro sono stati trasferiti dalle prigioni per punizione proprio per lo sciopero e solo loro ed i boia israeliani che li tengono in prigione sanno quanto pagheranno per questa forma di sciopero.
Gabriele Del Grande ha iniziato lo sciopero della fame per essere rilasciato.

Lo sciopero della fame io l'avevo intrapreso fin dal primo giorno e non per me, ma per chiedere la liberazione dei 350 bambini palestinesi nelle prigioni israeliane (numero di quel momento).

Fra quei 6500 prigionieri politici palestinesi sicuramente qualcuno di loro picchia le mogli, altri hanno fatto scelte che non farei mai e che non condivido. Ma le lotte non si fanno per Mohamed, Abdul, Amina, Gabriele...si fanno per la causa, per la Libertà, per la Giustizia.

Non mi interessa nemmeno sapere “il perchè” Del Grande sia in un CIE, non ci deve stare; né lui né tutti gli esseri viventi. Se, poi, è in un CIE perchè non ha la press card o non ha il visto o perchè girava con una telecamera.... a maggior ragione non ci deve stare.

Poi, possiamo discutere a tavolino e con una birra davanti e le chiappe al sicuro...sui contenuti dei film, sui mezzi e altro.... Ma, diodunamadonna.... voi... che vi mettete a scrivere che con la telecamera fa film che non condividete e quindi gli sta bene che l'abbiano preso....... ohhhhhhhh TESTE DI CAZZO...augurate la prigionia???? Venite a dirmelo in faccia, non con un account facebook..... a bottigliate in testa vi prendo ( e questa è la libertà che voglio, per tutti).


p.s.: Gabriele Del Grande è nelle mani della Farnesina.... so cosa vuol dire....anche questo non lo auguro a nessuno.

domenica 16 aprile 2017

BOLOGNA - BINARIO UNO


Sono razzista

Buongiorno e "buona Pasqua" per chi ci crede. E' la giornata giusta per fare una confessione... Sono razzista. Ma, solo verso una razza: quella degli stronzi.
Quelli che si infilano da sotto e ne senti la puzza; quelli che non scompaiono nemmeno dopo ore di sciacquone e tu rimani lì a contemplare l'acqua che scorre, ma non lo sposta; quelli che non c'entra il colore, la forma, la provenienza, la linea politica, la classe sociale... So' stronzi e basta.
Sono certa che capirete il mio disagio, ma altrettanto capirete la mia unica forma di razzismo.

giovedì 13 aprile 2017

BARRICATE NO TAP



In Palestina ci sono pochi mezzi per fermare i mostri sionisti dal distruggere, saccheggiare, violentare, uccidere. Uno di questi sono le barricate che gli shebab fanno con ciò che trovano (pietre, copertoni delle auto, cassonetti dell'immondizia, porte divelte). Mi sono chiesta una notte a Nablus..dove avrebbero trovato le pietre, visto che Nablus è una città; semplice, si presero le pietre nelle case vecchi e storiche. Non ci si pensò su due volte...stavamo parlando di nazisti che attaccano la città, di mostri.
Sono stata al presidio No Tap in Salento per soli due giorni. Potevo andarci solo per due giorni ed ovviamente non ho mai pensato che la mia presenza potesse essere determinante. Lo era però per me essere lì al fianco di compagni che ci sono stati per la Palestina e che hanno la lotta per la libertà di tutti nel cuore come ce l'ho io.
Ho trovato le barricate fatte con le pietre del Salento, con mezzi improvvisati. Quelle barricate lì, hanno rallentato i lavori del Tap, ma soprattutto hanno fatto sì che tutti noi venissimo a conoscenza della situazione; insomma, hanno creato la lotta NO TAP. E' palpabile che l'azione non è stata premeditata a tavolino da lunga distanza, ma piuttosto è stata ciò che manca in molte zone: nata dallo stomaco di molti che hanno solo pensato a “fare” e sono andati lì per salvare la Terra spontaneamente. Un agire genuino, senza contaminazioni, di singoli individui. A tratti un clima “pasquetta”, che però trova spazio per il dialogo costruttivo. A voi, che siete entrati in campo di lotta in modo pulito e genuino, va il mio plauso e davanti a voi mi inchino.
Nell'erigere quelle barricate, siete stati i semi della terra che volete difendere.
E stato anche tirato giù un “muretto a secco”... che cos'è un muretto a secco? Un muretto a secco è un muretto di confine o delineazione costruito senza cemento o altro materiale, basato solamente da pietre appoggiate l'una sull'altra. Viene costruito così proprio perchè è di facile metamorfosi o spostamento. In pratica...pietre. Questo significa che se il muretto a secco viene disfatto o spostato, si può rifare o rimettere come si vuole. Questa precisazione la scrivo perchè non tutti in Italia sanno che cos'è un “muretto a secco” e davanti a “al lupo al lupo....hanno tirato giù addirittura un muretto a secco..” ti possono vendere un sacrilegio o un'idea di merda. Se fossimo stati in Palestina, quei muretti a secco lì sarebbero ogni giorno in un posto diverso, perchè di notte verrebbero utilizzati per fermare il mostro.
Ma, poniamo solo per un istante che ad essere disfatta per fermare i mostri fosse stata una bellezza architettonica..... (così non è, ma lo voglio porre come ipotetica visione)...
Scusate eh.... ma di cosa stiamo parlando? Stiamo parlando di mostri che per il diodenaro e il diopotere stanno togliendo la terra, gli ulivi (simbolo della PACE), la libertà e la bellezza alle nostre vite. A fermarli solo un gruppo di persone che non hanno nulla se non i propri corpi, la proprie menti e ciò che gli da la Terra. Davide contro Golia..... voi andreste da Davide a dirgli “non si tirano le pietre”? Questo funzionerebbe solo da parte di mostri o collaboratori di mostri che agiscono su menti contaminate dalla merda che hanno prodotto in questi ultimi 40 anni; dove ti dicono che la merda è oro (e tu ci credi) e dove ti dicono che l'oro è merda (così lo prendono loro e di nuovo tu ci credi).
La Storia non si fa con i “se”, ma quest'articolo può farlo...: “se i guardiani pacifisti di sta michia di merda, avessero avvisato il popolo (che solo ora è insorto) che anni fa stavano recintando quel pezzo di terra per rubarlo ed uccidere gli ulivi; oggi quegli ulivi sarebbero vivi”.
Ma, sono tornata felice da quei due giorni in Salento perchè ho visto che fra le tanti menti contaminate e che si fanno vendere la merda per oro... ci sono menti pulite, genuine, tutt'uno con la terra che li ospita.
Un'ultima cosa (anzi penultima): in Palestina la lotta è a 360°. Ovvero ogni forza politica ha: rappresentanti al governo, attivisti e braccio armato. Ognuno ha i suoi metodi e nessuno sputa in faccia o sul lavoro dell'altro perchè tutti hanno il comune obbiettivo. Nel momento in cui 'è qualcuno che sputa sul compagno, significa solo una cosa... che in realtà non è un compagno, ma un infame collaboratore. Vorrei che anche questo concetto fosse chiaro....

Ultima cosa (ora sì): in Salento ci tornerò presto, appena potrò.







domenica 2 aprile 2017

PAROLE PESANTI



Due settimane fa, vi avevo salutato tutti per “sparire” pubblicamente. Sono ancora di quell'idea sulla mia persona, ma a quel comunicato ci sono state ovvie conseguenze.
Il macigno emotivo è arrivato quasi subito con un commento su facebook a quel comunicato... “Rispetto per te, Samantha, che parli in Italia del martirio di mio figlio”. Brivido alla schiena e lacrime nel leggere le parole di Jamil, padre del bambino che avete visto in foto. “Il martirio di suo figlio” che non viene ignorato, che si fa vivere tramite il racconto e si porta a consapevolezza a tanti.
E di questa consapevolezza acquisita, tramite quello che scrivo, me ne avete parlato in tanti in questi 15 giorni di silenzio. In molti sono persone che non sapevo mi leggessero, ma alle quali è cambiata la vita. Mi ha scritto un'amica che non sentivo da anni....mi ha sempre seguita. Non lo sapevo. Poi, parlando con Giedre, mi dice “cosa ne sai tu se hai seminato oppure no? Di tutte le persone che hanno visto il tuo film, con quanti sei in contatto per sapere se poi hanno fatto qualcosa o semplicemente hanno aumentato la loro consapevolezza sulla Palestina?”. E' vero, a quest'aspetto non c'avevo mai pensato.
Il mio silenzio si è tradotto sul mio fisico nell'ennesimo fuoco di Sant'Antonio...a letto con antibiotici. E.... cosa accadeva nel mentre in Palestina?
  1. 4 martiri: Mohammed Hattab, 17 anni, del campo profughi Jalazoune a Ramallah; il comandante Faqih a Gaza, ucciso con 4 proiettili alla testa dallo shin bet; Siham, 49 anni, madre di un martire di pochi mesi fa, si è lanciata contro i soldati a Gerusalemme; e ieri... Ahmed Gazal, 16 anni, di Nablus che si è lanciato contro i coloni israeliani ad Al Aqsa ferendone 3.
  2. nel solo mese di marzo, israele ha rapito 500 palestinesi.
  3. È giunta la conferma ufficiale di ciò che già si sapeva in Palestina: il piccolo insediamento israeliano vicino a Shilo demolito perchè “illegale”; verrà ricostruito più grande, con villette in muratura e ovviamente pieno di ogni comfort. Il genero di Trump aiuta...ma non è una novità, è già accaduto in Palestina che gli insediamenti israeliani o parte di essi vengano abbattuti per “accordo” con gli israeliani per poterli ricostruire in muratura.
Ho visto e discusso, altresì, robe che fanno cascare le braccia... ad esempio: il braccio armato di Fatah che prende il controllo del campo profughi Balata con gli M16 in mano e....che rilascia intervista video al giornalista israeliano. Porca troia! Tanto per spiegarmi meglio cosa vuol dire: quel giornalista lì lo conoscono tutti in Palestina, è un colono. Ok? Un giorno, scontri davanti alla prigione di Ofer a Ramallah (il giorno precedente era la commemorazione della Nakba e gli israeliani avevano ucciso due ragazzini di 16 anni, lì). Nel pieno degli scontri, con davanti i soldati israeliani....sentiamo da dietro gli shebab che si incazzano. Era arrivato sto “giornalista” con un cameramen e voleva intervistare.. Si è preso un po' di botte e poi in pochi secondi è arrivata la polizia palestinese che gli ha permesso di risalire in auto e scappare (e qui ci sarebbe da discutere della polizia palestinese, ma è inutile riaprire la solita parentesi). Quindi...questa merda qui che viene scacciata e presa pietrare dagli shebab.. va nel campo profughi di Balata a Nablus (il campo determinante per le Intifade) e intervista i terribili uomini armati..... Vomitiamo?
E torno alle parole di Giedre: “la tua consapevolezza è che non salverai la Palestina, vero? Perchè se non sei ancora consapevole di questo, allora è meglio che stai zitta”. Sì, ha ragione Giedre, è inutile che mi faccio cadere le braccia o che mi incazzo per il livello del dialogo in Italia.
Nessuno salverà la Palestina. Consapevole, ma non collaborativa né passiva, anzi. Continuerò ad essere qui ed in ogni luogo che potrò anche solo per il figlio di Jamil.
Una cosa che non ho mai scritto è che io desidero la libertà per tutti i palestinesi, ma proprio tutti, anche per i mostri. Perchè? Perchè la libertà è poter agire e scegliere, dopo poi pagherai direttamente, se sei un mostro, con i diretti interessati.
La libertà la voglio per tutti, ma proprio tutti. Sono convinta, assolutamente convinta che l'unica via percorribile per la liberazione della Palestina sia quella anarchica. Liberarli dal mostro israeliano, da quello dell'autorità palestinese, da quello economico, dal patriarcato e dal “white colonialism” delle ong.
Uscire dalle scatole, dalle definizioni, dalle bandiere, dai muri, dai confini, dalle bandiere di merda.


Grazie a voi tutti per aver letto in questi anni, sono ancora qui. ( https://www.youtube.com/watch?v=BU7ojeyU7aY)

domenica 19 marzo 2017

VI SALUTO



Carissimi tutti che mi avete seguito in questi anni, sono giorni che medito su questa scelta e forse quando pubblicherò quest'articolo saranno passati giorni da quando l'ho scritto... per averci riflettuto ulteriormente...
Da quando sono rientrata forzatamente in Italia e ho iniziato a fare le presentazioni del film e le conferenze, stavo facendo un percorso a senso unico. Ho voluto credere che con le informazioni e le conoscenze che avevo acquisito si potesse arrivare ad elevare il dialogo sulla liberazione (e non solo della Palestina). Ho voluto credere che si potesse fare un percorso intellettuale e di lotta tale da arrivare a conoscere la verità a 360° e, poi, di affrontare nuovi metodi. Ho voluto credere che si potesse scalare la montagna di merda che il mostro ha creato.
Invece la pesantezza che mi trovo addosso mi fa capire che siamo sotto quella montagna di merda e non ci si vuole elevare. Che dopo anni ad “essermi data”, si è ancora qui ai “free Palestine” e a concentrarsi sulla sottoscritta; ed io a dovermi difendere dalle stronzate.
Non mi avete minimamente sfruttata nello sapere, nella conoscenza; pertanto a quel livello di dialogo non ci si è arrivati.
Questo livello qui, al quale ci si è voluti fermare non aiuta la lotta per la liberazione e frutta solo danno alla sottoscritta. Il danno non è nelle offese, ma nella nullità della lotta. E la Palestina intanto scompare....
“La verità a 360°”.... la conosciamo in pochissimi ( 4/5 persone) e ci ha stesi. Sono felice almeno di questo, di non avervi stesi, perchè, vi assicuro, è terribile.
Con questa motivazione, da oggi non sono più disponibile a presenziare alle proiezioni del film, non sono più disponibile a conferenze né a continuare a pubblicare notizie e/o articoli. Tutto quello che posso dare pubblicamente (e che serve per elevare il dialogo) è sul mio sito ( www.samanthacomizzoli.blogspot.com).
Per quanto riguarda il film “Bologna – binario uno”, sarà l'unica presenza che farò alla sua prima presentazione presso il Circolo Iqbal Masih a Maggio; e la faccio con molta gioia di farla lì. Per tutte le altre proiezioni non ci sarò, se lo vorranno ci saranno alcuni degli interpreti.
Vorrei fosse chiaro che non smetto di lottare, anzi.... con molta umiltà riconosco che è il momento di dare una svolta, riconoscere gli errori e CAMBIARE METODO. Insomma, semplicemente, sparisco. Ho avuto più volte la volontà di entrare in un bosco e non tornare più; quello che mi impediva di farlo era la volontà dei palestinesi di portare la loro voce e, soprattutto, la speranza della quale vi ho parlato all'inizio di questo articolo.
Ma, sono certa, che i palestinesi capiranno questo cambiamento. Vivo con i tatuaggi e le cicatrici che mi mangiano di notte e mi ricordano tutto, ma proprio tutto. Non posso dimenticare né perdonare nulla, di quello che è ed è stato. Questa “svolta” nella mia vita va soprattutto ad occhi che ho negli occhi quasi ogni minuto della mia vita.... Agli occhi di Imam, 15 anni, che ho visto su un tavolo d'acciaio dell'obitorio di Nablus; ed agli occhi di suo padre, Jamil, che mesi dopo piangevano, con l'I-phone in mano perchè dentro c'era registrata la voce di Imam....tutto quello che gli restava di suo figlio ucciso dai soldati israeliani su una collina (gli spararono alle spalle e presero il cuore).


Forse questa decisione sarà per un po', forse sarà per sempre; ma questa, ora, è.

giovedì 16 marzo 2017

RACHEL

Buongiorno Palestina e resto del mondo occupato dal mostro sionista israeliano. 16 marzo 2003....a Rafah (Gaza) un bulldozer israeliano uccideva Rachel Corrie, 23 anni, americana. Rachel faceva da scudo ad una casa di palestinesi, al suo interno 3 bambini. Il bulldozer israeliano non si fermò e la uccise. Nessuno ha mai pagato per questo. Possiamo anche noi scrivere la Storia, questo almeno possiamo farlo. Un giorno dovranno rispondere davanti a dio (per chi crede in dio) o dovranno rispondere alla Storia che tutti noi abbiamo scritto.


domenica 12 marzo 2017

ANPI: DELLE SCUSE?



  • Al Presidente nazionale dell'ANPI Carlo Smuraglia
  • al direttivo nazionale dell'ANPI

Bologna, 12 marzo 2017


Egregio presidente Carlo Smuraglia e direttivo dell'Associazione nazionale Partigiani d'Italia, sono Samantha Comizzoli regista dei due docufilm “SHOOT e “israele, IL CANCRO” dalla Palestina; sparata, rapita, imprigionata, torturata e deportata dalla Palestina, figlia di chi è nato sotto le bombe e nipote di Partigiani.
Ho seguito il “dibattito” che ha accompagnato il mio film in proiezione a Valle Elvo e Serra il giorno 10 marzo, così come seguii quello a Martano senza stupore alcuno per i vili attacchi sionisti che da sempre accompagnano la mia attività e quella di molte altre persone che supportano la Resistenza. Pertanto, non mi dilungherò su questo.
Ma, egregio Presidente e direttivo tutto, essendo cresciuta con i valori della Resistenza ho questo sassolino nella scarpa che è la vostra presa di posizione.
Sono stata definita “antisemita, nazista, fascista” e se a farlo sono i sionisti che non fanno altro che un'azione a specchio di ciò che sono loro, non mi preoccupo; se, a supportare questa posizine, è la rappresentanza dell'Anpi, invece, allora qualcosa non va.

Tutti coloro che hanno visto il film a Biella, a Martano e in tutte le altre città d'Italia sono TESTIMONI che quella è diffamazione ed un vile atto censorio al pari del nazismo.
Pertanto questa mia, egregio Presidente e direttivo dell'Anpi, è per esigere

LE VOSTRE PUBBLICHE SCUSE

alla sottoscritta per aver commesso “errore” censorio e diffamatorio senza conoscenza.
“La conoscenza e la memoria ci rendono liberi” e sarei felice di inviarvi copia del dvd con i miei due film, omaggio.


Attendendo Vs. gentile risposta, vi porgo i miei saluti resistenti,

Samantha Comizzoli





giovedì 9 marzo 2017

BASEL, IL LOTTATORE INTELLETTUALE


Due giorni fa i soldati israeliani hanno ucciso Basel ad El Bireh, Ramallah. Voglio raccontare la sua storia non solo perchè lo conoscevo, ma perchè è un punto importante della Storia della Palestina.
Circa un anno fa un gruppo di giovani palestinesi è su una collina (fuoco acceso, teiera, risa e chiacchere). Lì sono stati raggiunti dalla polizia palestinese (alcuni dicono “per caso”, altri dicono che siano stati raggiunti prima da qualcuno che lavora per la polizia palestinese.... questo punto non è ancora chiaro). La polizia palestinese ha preso i 6 shebab e li ha portati nella prigione palestinese. Erano “sospettati di voler fare un'azione della Resistenza verso israele”; ma questa è la solita balla che la polizia palestinese dice ogni volta che prende uno shebab.
I 6 shebab, dopo un po', iniziarono lo sciopero della fame in prigione denunciando, altresì, le torture che stavano subendo.
Per la prima volta un gruppo di prigionieri NELLE PRIGIONI PALESTINESI facevano le sciopero della fame. Per la prima volta i media palestinesi hanno dovuto divulgare la notizia. Per la prima volta c'erano foto dall'interno della prigione.
Basel venne rilasciato ad aprile, consapevole che i soldati israeliani sarebbero andati a prenderlo. Perchè è questo che accade: la polizia palestinese prende uno shebab e svolge il lavoro di indagine per gli israeliani, quando ha finito consegna il materiale d'indagine ad israele che va, poi, a prendere lo shebab.
Basel era del campo profughi Deishe a Betlemme, viveva ad El Bireh, Ramallah, che è teatro di scontri con i soldati israeliani. Era un intellettuale, faceva conferenze, letture e scriveva molto sul supportare la Resistenza palestinese. I media scrivono che dopo il rilascio di aprile lui si era nascosto.... non è vero, lo si poteva incontrare ogni tanto in qualche bar di Ramallah, come sempre.
Quella notte ad El Bireh sapeva, evidentemente, che i soldati israeliani erano lì per lui. Ha scelto. Ha scelto fra “libertà o morte”. I soldati israeliani hanno sparato per due ore sulla sua casa. Lui con l'M16 si è difeso, ma si sa che è una lotta impari.
I soldati israeliani hanno preso il corpo e, ad oggi, non l'hanno ancora restituito. Ieri è stata presentata richiesta al tribunale militare isreliano per riavere il corpo di Basel, per la sepoltura. Nel frattempo al campo profughi di Deishe, gli shebab sparavano in aria nelle strade per protestare contro la detenzione del corpo di Basel.
Chi è entrato nella casa subito dopo ha visto sangue, il sangue di Basel.... Erano i suoi amici che entravano in quella casa crivellata di spari, erano i suoi amici a sentire l'odore di morte di Basel.


Per l'omicidio di Basel, io condanno l'autorità nazionale palestinese in tutti i suoi membri e rappresentanti, tanto quanto gli israeliani.

mercoledì 8 marzo 2017

DONNE: LISA



Nella giornata (ipocrita) della festa della Donna, ho voglia di raccontare una storia e fare una riflessione...

Un'amica mi ha raccontato la storia di un'attivista britannica di qualche anno fa: Lisa Jones.
Lisa è un'attivista di un movimento ambientalista antinucleare britannico, molto forte. Si è fidanzata con un altro attivista all'interno del movimento. 6 anni.... di amore e coinvolgimento con “la persona che mi conosce meglio e che amo di più”.
Dopo tutti quegli anni ( e mi sembra anche un figlio avuto), Lisa scopre che Mark è un agente mandato dal Governo Britannico per distruggere il movimento. Sbang!!!
Lisa ha fatto causa al Governo britannico per averle rovinato la vita...

Ora.. mi sono posta nei panni di Lisa (anche perchè tutto può accadere). Ovviamente non per quanto riguarda matrimonio e figli, ma, può accadere che nel “piattume sociale” venga attratta dalla bellezza da chi sa esattamente come dartela. Perchè sono bravissimi...sanno come parlarti, cosa dirti, cosa ti piace... ti conoscono più di ogni altra persona.
Se fossi nei panni di Lisa non avrei riconosciuto “un danno”. Avrei riconosciuto d'aver amato, non avrei dimenticato. Avrei riconosciuto d'esser rimasta così umana dal riuscire ad amare incondizionatamente. Ed avrei riconosciuto che quell'amore mi aveva fatto godere, star bene, riso, dato emozioni e sensazioni..e non perchè riconoscevo un “dio” la persona che avevo davanti, ma per ME, perchè era ciò che avevo bisogno.
Gli amori finiscono. Possono durare ore, giorni, mesi, anni; ma finiscono per un motivo o per un altro. Quasi sempre alla base della fine c'è un tradimento (in svariate versioni), quindi fa sempre male. Ok, questo è il tradimento peggiore. E' il tradimento di Giuda.
Ma, perchè dargliela vinta? Perchè riconoscergli che possono farlo, che possono distruggerti emotivamente, che possono rovinarti la vita, che hanno questo potere nelle mani?
Anzi... “io so chi sei, che sei un mostro e stai recitando.. ma, sai cosa c'è? Siccome mi scopi bene, mi parli divinamente e mi dai ciò che mi piace... io ti uso e prendo ciò che voglio per star bene”.
Credo che la libertà di un essere vivente inizi eliminando le paure, i ricatti, disarmando il nemico.
Non so, ovviamente, chi sia Lisa, ma l'abbraccerei se fosse qui. Lisa può essere ognuna di noi.



PERCHE' BLOCCANO LE PROIEZIONI DI “israele, IL CANCRO”




A due giorni dalla proiezione di Biella, ci risiamo... con la solita macchina sionista che calunnia e blocca la proiezione.
Vorrei, con questo scritto, fare un po' il punto della situazione, ma soprattutto scrivere il “perchè” questo accade. Fermo restando che nessuno di coloro che attacca questo film l'ha mai visto, e che nemmeno leggono ciò che scrivo. Quindi, quanto scriverò qui, non sposterà una virgola.
Iniziamo con l'iter che ha avuto il film (solo alcune citazioni):
  • è arrivato in Italia ad aprile 2015 e la prima proiezione è stata a Napoli, organizzata da Fiore e con nessun supporto di De Magistris.
  • Sono seguite molte altre proiezioni alle quali io partecipavo collegandomi via skype dalla Palestina assieme ai due shebab che dovevano essere in Italia per il tour del film, Ahmed e Sari. Il diniego del loro visto è stato l'inizio del boicottaggio verso questo film.
  • È arrivato il mio rapimento e deportazione dalla Palestina, giugno 2015; e quando sono stata in Italia tutti coloro che organizzavano le proiezioni volevano anche la mia presenza, ma soprattutto la mia testimonianza dell'epilogo. E qui, il livello di censura si è alzato.
  • Recanati... il film è stato proiettato, ma con “scuse” del Sindaco per il quale il PD aveva chiesto le dimissioni.
  • Genova, sala tolta due giorni prima. Film proiettato comunque.
  • Firenze (alla seconda proiezione), Università di scienze politiche, aula autogestita. Diffida del Rettore, irruzione dello stesso poco prima della proiezione. Proiezione avvenuta ugualmente, aula autogestita sgomberata qualche giorno dopo.
  • Parma, location tolta due giorni prima, proiettarono il film in altra sede, ma quella sera ci siamo trovati un dispiegamento di forze dell'ordine mai visto prima.
  • Ravenna (alla seconda proiezione), le forze dell'ordine chiusero le strade d'accesso alla sala...
  • Martano (Lecce), l'Anpi nazionale diffidò l'Anpi locale su invito di Fiano. La proiezione ci fu ugualmente con altro nome organizzativo.

Perchè sta accadendo tutto questo? Non è per il titolo del film, che avrei potuto studiare meglio perchè suona banale, scontato e vecchio. Israele è stato definito così molti anni fa e da fonti più autorevoli della sottoscritta.
Il problema è il contenuto del film, che non è propaganda pro-Palestina. Il film è crudamente oggettivo. Tanto che mostro anche cosa fa l'Autorità Nazionale Palestinese.. Proprio perchè la sottoscritta non fa distinzioni fra vittime né mostri. E' questo il problema. E' così inattaccabile che viene fermato prima. Per me la pietà non è selettiva, non porto bandiere, non ho alcun interesse di parte; e questo è un problema per molti.
Non credo di avere grandi meriti per questo film, in fondo..non ho fatto molto: ho solo acceso la telecamera, il resto l'hanno fatto loro (mostri e vittime).
Un'altra inesattezza di chi attacca il film... (tanto va a dimostrare che non parlano del contenuto) “il film è girato a Gaza...”. Il film è girato a Nablus, Qalquilja, Ramallah. Io a Gaza non ci sono mai stata, non potevo andare aldilà del muro come la maggior parte dei palestinesi.
Ma, arriviamo al “contorno”: la mia presenza o meglio..la mia testimonianza di ciò che mi hanno fatto...non è gradita. E qui uno potrebbe dire “ma, se ti hanno lasciata in vita significa che possono permettersela”. Eh, lo so, tante volte qualcuno mi ha chiesto perchè sia andata così... L'unico pensiero che mi è venuto è che si aspettavano che io tornassi in Italia talmente “finita” che non avrei più fatto un cazzo... Immaginate..: torno in Italia con un trauma non da poco, non ho più un cazzo, né casa, né lavoro e per di più con il mio nome..con tutta una macchina del fango costruita ad arte contro di me, per distruggermi (come la foto fake che tirano sempre fuori). Eh. La mia vita è infatti durissima, davvero.
Ma è niente, davvero niente, a confronto della vita dei Palestinesi.
E ho uno strano carattere... ogni volta che israele mi attacca, divento più forte. Quindi, la mia reazione è stata l'opposto di ciò che si aspettavano. I palestinesi continuano a scrivermi di far girare il film il più possibile.

Continuerò a farlo, ovviamente e ringrazio sempre tutti coloro che organizzano le proiezioni, ma soprattutto coloro che continuano ad attaccarlo facendo così pubblicità gratuita e rendendomi sempre più forte.

A Biella la proiezione ci sarà, presso la sede dell'Arci in strada alla Fornace, 8.